Ponti non muri, il Blog

Archive for the ‘Il progetto’ Category

Il grazie, così bello e sentito, è di Suor Maria, che ogni giorno opera nell’orfanotrofio La Creche. Un ringraziamento particolare va soprattutto a coloro che stanno sostenendo i bambini della Palestina attraverso l’attività delle Adozioni a distanza.

Il grazie di Suor Maria è anche il nostro.

Servizio del 5 febbraio 2010 trasmesso da Videolina sull’Orfanotrofio La Créche di Betlemme e sul progetto Ponti non muri dell’Associazione HumaniorA, laboratorio di ricerca e creazione letteraria e musicale. Con un’intervista a Suor Maria Mastino, coordinatrice dell’orfanotrofio e a Lavinia Rosa, responsabile del Progetto.

 Parole di speranza da Suor Sophie, responsabile dell’orfanotrofio La Crèche
 

Bambini di Betlemme

Carissimi amici,
l’informazione è molto importante ma da farsi con parsimonia e prudenza data la situazione e realtà che si vive. E’ un periodo molto turbato economicamente, per cui gli aiuti sono molto più rari e sporadici. Anche noi d’altronde risentiamo di questa crisi finaziaria. La situazione nella quale crescono i bambini palestinesi è fortemente legata al contesto in cui vivono. I bambini sono persone dipendenti; dipendono soprattutto dalla loro famiglia e dall’ambiente in cui vivono, e questo può influire nel bene e nel male, sono cioè direttamente toccati dalla fortuna o dalla sfortuna di chi sta loro accanto e quelli più vicini sono gli stessi palestinesi.

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Internet è ufficialmente candidato per vincere il premio Nobel per la Pace 2010.

Come è possibile? Non si tratta di una persona, né di un’associazione, o di qualsiasi altro raggruppamento di uomini e donne di buona volontà. Shirin Ebadi, iraniana, Nobel per la pace nel 2003, lo spiega così:

“Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone. Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l’umanità abbia mai avuto. La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa civiltà sta costruendo la dialettica, il confronto e la solidarietà attraverso la comunicazione. Perché da sempre la democrazia germoglia dove c’è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l’incontro con l’altro è l’antidoto più efficace all’odio e al conflitto.
Ecco perché Internet è strumento di pace.
Ecco perché ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza.
Ecco perché la Rete merita il prossimo Nobel per la pace.
E sarà un Nobel dato anche a ciascuno di noi”.

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